News
31 luglio 2017
Giunto il periodo delle vacanze, il Garante ha pubblicato sul proprio sito web alcune informazioni utili per un uso consapevole e accorto delle nuove tecnologie, con l’obiettivo di scongiurare il pericolo che si possano tradurre in strumenti particolarmente invasivi della privacy.
28 luglio 2017
Con un recente parere i Garanti europei della privacy, riuniti nel Gruppo “Articolo 29”, hanno fornito alle imprese alcune indicazioni allo scopo di favorire lo sfruttamento delle potenzialità delle reti sociali e delle nuove tecnologie senza violare la privacy dei lavoratori. Il diritto alla protezione dei dati personali dei lavoratori, infatti, deve essere bilanciato con i legittimi interessi di natura aziendale perseguiti dal datore di lavoro
26 luglio 2017
L’utilizzo di RFID capaci di rilevare i dati di entrata ed uscita dall’azienda dei dipendenti, laddove usati più come un controllo della prestazione lavorativa e del rispetto dell’orario di lavoro deve, necessariamente, essere concordato con le rappresentanze sindacali o autorizzato dall’organismo periferico del ministero del lavoro.
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Dettaglio news
mercoledì 12 aprile 2017

Competenza territoriale tra Codice privacy e Codice del consumo

Nelle controversie in cui la disciplina dei consumatori incontra quella prevista in materia di privacy, ai fini dell’individuazione della competenza territoriale prevale il criterio del foro del consumatore solo se il trattamento dei dati personali per cui è questione si inserisce in modo qualificato all’interno del rapporto di consumo.
Su siffatto principio di diritto muove l’Ordinanza n. 5658 emessa dalla Corte di Cassazione il 7 marzo 2017, nella quale si è inteso meglio specificare l’indirizzo sul punto segnato dalla più recente giurisprudenza di legittimità.
I Supremi Giudici hanno, in particolare, ricordato l’attuale orientamento espresso in materia, secondo cui laddove “la tutela contro il trattamento dei dati personali nei confronti del titolare del trattamento venga invocata nell’ambito di un rapporto di consumo, come tale soggetto al Decreto Legislativo n. 206 del 2005, articolo 33, comma 2, lettera u), il foro previsto da tale norma prevale su quello individuato dal Decreto Legislativo  n. 196 del 2003, articolo 152“.
Tale arresto si giustifica sull’assunto che le disposizione del Codice del consumo devono considerarsi ratione temporis derogatorie di quelle richiamate dal Codice privacy, con una valutazione del tutto orientata a delimitare la scelta tra le due norme nei confini della successione di leggi nel tempo.
In quest’ottica, il contrasto tra queste norme, che origina nei casi in cui le due discipline vengano a sovrapporsi, viene chiaramente risolto ritenendo competente il foro del consumatore rispetto quello di residenza del Titolare del trattamento dei dati.
Con l’Ordinanza in argomento, i Giudici di Piazza Cavour hanno, però, voluto chiarire come a tale posizione non possa attribuirsi un valore assoluto, trovando applicazione “solo e soltanto quando il trattamento illecito dei dati si inserisca in modo qualificato all'interno del rapporto di consumo”.
Per meglio dire, deve considerarsi prevalente il foro indicato dal Codice del Consumo esclusivamente laddove il consumatore lamenti un danno che risulti connesso direttamente al contratto per una qualche forma di responsabilità diretta del professionista.
La tutela giurisdizionale dovrà, invece, essere incardinata nel foro stabilito in materia di protezione dei dati personali qualora il rapporto di consumo sia solo l’occasione per far emergere un pregresso trattamento illecito effettuato da parte di soggetti terzi.