News
18 maggio 2018
In prossimità del giorno in cui il Regolamento UE/2016/679 diverrà il testo normativo di riferimento in materia di privacy per tutti gli Stati dell’Ue, con la necessità che PP.AA. e aziende italiane adottino le prescrizioni ivi previste, il Garante sta implementando una procedura online per raccogliere la comunicazione del nominativo del Responsabile della protezione dei dati personali (RPD) prevista dal GDPR.
16 maggio 2018
Il Tribunale Amministrativo Regionale del Lazio (sentenza n. 3391/2018) ha accolto ricorso proposto da un’emittente televisiva italiana, avente ad oggetto l’annullamento di una delibera con cui l’Autorità Garante delle Comunicazioni (Agcom) l’aveva condannata al pagamento di una rilevante sanzione pecuniaria per la violazione del Codice di Autoregolamentazione TV e Minori nonché del d.lgs n. 177/2005, art. 34, comma 3 (“Testo unico dei servizi di media audiovisivi e radiofonici”).
14 maggio 2018
La registrazione di conversazioni svolte tra colleghi durante l’orario lavorativo, senza il consenso degli stessi, non costituisce una violazione della normativa sulla privacy se strettamente finalizzata all’esercizio di un diritto difensivo in sede giudiziaria (art. 24, comma 1, lettera f) del Codice Privacy).
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Dettaglio news
lunedì 15 maggio 2017

Ddl concorrenza e telemarketing: una norma elimina il consenso preventivo

Un emendamento contenuto nel testo del Ddl concorrenza, approvato al Senato, elimina il requisito del consenso preventivo per le chiamate promozionali, "liberalizzando" il fenomeno del telemarketing selvaggio e prevedendo come unica forma di tutela dell'utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima.
Si tratta dell’articolo 44 che nelle intenzioni del legislatore dovrà  modificare l’articolo 130 del Codice della privacy, prevedendo che: "Gli operatori e i soggetti terzi che stabiliscono, con chiamate vocali effettuate con addetti, un contatto anche non sollecitato con l’abbonato a fini di invio di materiale pubblicitario o di vendita diretta o per il compimento di ricerche di mercato o di comunicazione commerciale, hanno l’obbligo di comunicare all’esordio della conversazione i seguenti dati: 1) gli elementi di identificazione univoca del soggetto per conto del quale chiamano; 2) l’indicazione dello scopo commerciale o promozionale del contatto". Ma poi aggiunge: "Il contatto è consentito solo se l’abbonato destinatario della chiamata, presta un esplicito consenso al proseguimento della conversazione".
In sostanza il consumatore avrà esclusivamente la libertà di manifestare il proprio disinteresse e chiudere la conversazione, prima che l’operatore insista ulteriormente.
La novità del Ddl che dovrà passare al vaglio della Camera è stata definita da Antonello Soro sconcertante e preoccupante. Una soluzione diametralmente opposta  a quella fondata sul consenso preventivo dell’interessato ampiamente discussa nella commissione di merito dello stesso Senato, indicata dal Garante e, in apparenza, largamente condivisa.
La norma risulta, inoltre, incoerente con la linea di maggiore tutela seguita dalla stessa Commissione nell'ambito dell'esame del Ddl sul Registro delle opposizioni.
A parere del Presidente dell’Authority, infine, la norma, se verrà approvata, renderà ancora più difficile l’attività di contrasto delle“incontenibili violazioni in questo settore”, in quanto prevede “come unica forma di tutela dell’utente la possibilità di rifiutare le sole chiamate successive alla prima”.