News
18 settembre 2017
Via libera al riconoscimento via webcam di professionisti durante la partecipazione ad un corso di formazione in diretta streaming finalizzato all’acquisizione di crediti formativi, seppur nel rispetto di alcuni importanti accorgimenti a tutela della loro riservatezza.
15 settembre 2017
Per la particolare vulnerabilità dei soggetti coinvolti, acuita dai pericoli che si nascondono dietro ad un uso non consapevole delle nuove tecnologie, il Garante ha pubblicato sul proprio sito una scheda informativa in cui ha spiegato, con linguaggio semplice e immediato, le nuove tutele per i minori vittime di cyberbullismo, apportate con la Legge n. 71/2017.
13 settembre 2017
Il diritto all’oblio, oltre a soffrire il limite dell’attualità e dell’esattezza della notizia, deve necessariamente essere valutato alla luce dell’interesse della collettività a conoscere le informazioni per le quali viene invocato.
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Dettaglio news
venerdì 19 maggio 2017

Indebita attribuzione di linee telefoniche e privacy

Gli operatori telefonici che per errore attivino a inconsapevoli utenti linee telefoniche residenziali e, dopo che questi ultimi se ne lamentano, non effettuino le necessarie verifiche violano il profilo della qualità dei dati e i principi di liceità e correttezza del trattamento.
Questi sono tra gli aspetti più interessanti che si possono rinvenire nella lettura di un lungo provvedimento del Garante ove, in riferimento a un siffatto trattamento, sono state rilevate una molteplicità di violazioni della disciplina in materia di protezione dei dati personali.
Il caso origina dal reclamo di un interessato che aveva lamentato l’illecito trattamento dei propri dati personali in relazione all’ingiustificata attivazione, a suo nome e senza che ne avesse conoscenza, di un elevato numero di linee di telefonia residenziale da parte di un operatore telefonico.
Inoltre, la contestazione riguardava anche l’indebita comunicazione delle sue informazioni di contatto a ad una pluralità di società di recupero crediti e l’inserimento del proprio codice fiscale in un numero assai elevato di fatture trasmesse ai reali intestatari delle menzionate linee telefoniche.
Circostanze che l’interessato, nel corso del lungo lasso di tempo in cui i fatti si sono svolti, più volte aveva rappresentato all’operatore in parola con svariati reclami e alcune istanze di accesso ai sensi dell’art. 7 del Codice privacy.
Ora, nel corso degli avvenuti accertamenti è emerso, a mente delle difese del Titolare del trattamento, che il disguido patito dal reclamante sarebbe avvenuta a seguito di “errori occorsi durante le attività di migrazione” tra diversi sistemi operativi dell’azienda.
Su tali presupposti, il Garante ha ritenuto che le operazioni di trattamento che hanno determinato l’indebita attribuzione delle utenze telefoniche, la conseguente propagazione di dati personali nel sistema di fatturazione, l’inserimento del proprio codice fiscale in fatture destinate a terzi e la comunicazione dei suoi contatti a società di recupero crediti debbano ritenersi effettuate in violazione al principio di qualità dei dati (art. 11, co. 1, lett. b), del Codice privacy) e a quello di liceità (artt. 23 e 24 del Codice privacy).
Nondimeno, ha voluto evidenziare come la circostanza che l’operatore, pur a conoscenza degli eventi lamentati, non abbia svolto le necessarie verifiche, che avrebbero potuto minimizzare il pregiudizio occorso all’interessato, si ponga in contrasto con il principio di correttezza nel trattamento (art. 11, co. 1, lett. a), del Codice privacy).
Oltracciò, il Garante ha avuto modo di rilevare che il malfunzionamento informatico a cui è stato ascritto l’accaduto deve far ritenere che non siano state adottate misure di sicurezza idonee ad assicurare l'integrità, l'esattezza e l’aggiornamento dei dati trattati, con conseguente violazione dell’art. 32, co. 1, del Codice privacy.