News
16 febbraio 2018
Anche la sola preoccupazione che può derivare dalla diffusione dei propri dati personali è sufficiente a configurare quel nocumento idoneo ad integrare il reato di “trattamento illecito di dati” previsto e punito dall’articolo 167 del D. Lgs. 196 del 2003 (c.d. Codice privacy).
14 febbraio 2018
L’enorme capacità di penetrazione della Rete si accompagna, inevitabilmente, a criticità che coinvolgono le informazioni condivise online, richiedendo da parte delle persone una maggiore attenzione verso l’uso di cautele capaci di proteggere la propria sfera privata.
12 febbraio 2018
Nell’ambito di un procedimento di accesso generalizzato, la comunicazione dei dati personali non deve causare, secondo quanto disposto dall’art. 8 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo e delle libertà fondamentali nonché ai sensi dell’art. 8 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione Europea e della giurisprudenza europea in materia, un’interferenza ingiustificata e sproporzionata nei diritti e nelle libertà delle persone cui si riferiscono tali dati.
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Dettaglio news
lunedì 13 novembre 2017

No alle foto dei figli minori sui social network se l’altro genitore si oppone

Pubblicare le foto dei figli minori sui social network nonostante sussista l’opposizione di uno dei genitori determina la violazione degli artt. 4, 7, 8 e 145 del d.lgs. 30 giugno 2003 n. 196, della normativa in materia di tutela dell’immagine, di cui all’art. 10 del Codice Civile e degli artt. 1 e 16 della Convenzione di New York del 20 novembre 1989, ratificata dall’Italia con l. n. 176/1991 (avente ad oggetto la protezione della sfera privata del fanciullo da ogni genere di interferenza).
È quanto ha statuito recentemente il Tribunale di Mantova nel pronunciarsi provvisoriamente sulla richiesta di modifica delle condizioni regolanti i rapporti genitori-figli, avanzata da un padre a seguito di quelli che aveva definito “gravi comportamenti diseducativi” compiuti dall’ex compagna.
Nello specifico il ricorrente aveva segnalato la pubblicazione sul web da parte della ex moglie di alcune foto dei figli minori, e ciò nonostante egli si fosse più volte opposto e la donna si fosse impegnata per iscritto, in un accordo, a rispettare la volontà dell’ex coniuge. Sul punto il Tribunale, seppur reputando non sussistenti i presupposti per disporre una variazione del regime di affido, ha tuttavia ritenuto giusto accogliere la richiesta di immediata inibitoria formulata in ricorso, in quanto nel periodo successivo al succitato accordo, numerose sono state le foto pubblicate sul web riguardanti i figli degli ex coniugi. Secondo il giudice di primo grado, un tale comportamento non solo “integra una violazione della norma di cui all’art. 10 c.c. (tutela dell’immagine)” ma anche “del combinato disposto degli artt. 4, 7, 8 e 145 del d. lgs. 30 giugno 2003 n. 196 (tutela della riservatezza dei dati personali) nonché degli artt. 1 e 16 I co. della Convenzione di New York del 20 novembre 1989”, ratificata in Italia con legge n. 176/1991 (tutela del fanciullo). Alla luce di ciò, il Tribunale ha disposto l'immediata rimozione delle foto, ritenendo che il pregiudizio del minore sia insito nella diffusione della sua immagine sui social network. Non bisogna, difatti, sottovalutare il pericolo che si nasconde dietro la pubblicazione delle foto dei propri figli sul web, considerando che malintenzionati, visualizzando le stesse, possono ricercare i bambini o trarre, mediante procedimenti di fotomontaggio, materiale pedopornografico da far circolare fra gli interessati.




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