News
06 dicembre 2017
La possibilità che chiunque possa consultare l’elenco nazionale dei domicili digitali comporta elevati rischi per la riservatezza degli interessati, dovendo l’accesso essere più correttamente circoscritto a quei soggetti pubblici chiamati all’applicazione del CAD ed esclusivamente per i fini istituzionali loro affidati.
04 dicembre 2017
Le società che intendono utilizzare i dati personali di ipotetici clienti a scopo di marketing devono rispettare i principi di correttezza e finalità del trattamento di cui all’art. 11, comma 1, lett. a) e b) del Codice Privacy nonché ottenere un consenso preventivo, informato, libero e documentato nel rispetto degli artt. 13, commi 1 e 4, 23, 130, commi 1 e 2 del Codice.
01 dicembre 2017
Per la delicatezza dei dati trattati nell’ambito del SIC (Sistema di Informazioni Creditizie), tale da richiedere particolari cautele in vista di non pregiudicare il diritto alla privacy degli interessati, il Garante ha inteso chiarire il senso di alcuni istituti presenti nel Codice di deontologia e buona condotta di settore.
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Dettaglio news
venerdì 17 novembre 2017

Uso dei dati genetici e pericoli per la privacy

Il trattamento dei dati genetici presenta enormi rischi per la riservatezza di coloro a cui gli stessi si riferiscono, che vengono addirittura acuiti nel mondo della rete in considerazione della difficoltà di trovare tutele adeguate al continuo progresso delle nuove tecnologie digitali.
Sulla scorta di queste premesse muove una recente intervista in cui Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, ha inteso mettere in guardia da chi voglia mettere sul mercato prodotti e servizi che siano parametrati sulle informazioni biologiche degli interessati.
Infatti, la possibilità di produrre farmaci capaci di sconfiggere le malattie personalizzando le cure porta, inevitabilmente, a trovare una fonte di profitto nelle ricerche sul materiale genetico delle persone.
La particolare delicatezza dei dati biologici mostra, poi, tutta la sua fragilità nel contesto digitale che, per la sua predisposizione a continue e rapide trasformazioni, non rende agevole alla normativa di settore, che non può certo mutare con la stessa velocità, di adeguarsi.
Ciò anche in ragione della circostanza che le società che effettuano i trattamenti in parola, muovendo nel mondo della rete, spesso hanno sede fuori dall’Unione europea, rendendo inoperante la disciplina comunitaria.
Con un esempio chiarificatore, Soro ha voluto ricordare, tra l‘altro, come sia semplice reperire in internet kit per il test del DNA che, oltre ad essere poco affidabili, finiscono con l’esporre le informazioni genetiche degli interessati ad usi incontrollati.
Peraltro, nelle idee del Presidente dell’Autorità Garante - con una riflessione certamente condivisibile - la vera ricchezza dell’economia digitale sta nella possibilità di allargare oltremodo il potere di profilazione.
Ciò con la conseguenza che il rischio per la privacy degli interessati aumenta laddove i colossi del digitale entrino in possesso di informazioni sul loro profilo genetico, sullo stato di salute, sulle caratteristiche biologiche o sulla predisposizione a sviluppare determinate malattie.
Con una considerazione di ordine generale si è, infatti, voluto rilevare come le informazioni sui dati biologici “potrebbero essere appetibili per le compagnie assicurative o per i datori di lavoro interessati a selezionare il proprio personale sulla base delle caratteristiche genetiche, o addirittura per le case farmaceutiche desiderose di testare nuovi farmaci su soggetti selezionati”.