News
13 luglio 2018
Il Garante per la protezione dei dati personali ha, da pochi giorni, presentato la Relazione sulle attività svolte nel corso del 2017 tracciando un bilancio di quanto si è fatto nei settori più delicati, anche con riferimento agli sforzi divulgativi con cui si è inteso accompagnare imprese e pubbliche amministrazioni attraverso le novità oggi introdotte dal Regolamento Ue 679/2016.
04 luglio 2018
Con recentissimo parere del 14 giugno u.s. il Garante ha confermato un provvedimento dell’amministrazione comunale della Città di Cosenza di diniego di un accesso civico, ciò nell’ambito di un procedimento relativo ad una richiesta di riesame del provvedimento stesso dinanzi al Responsabile della prevenzione della corruzione della Città di Cosenza.
22 giugno 2018
L’attività di ripresa di immagini effettuata attraverso dispositivi indossabili - c.d. “body cam” - presenta, per caratteristiche proprie, rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, richiedendo particolari cautele a protezione della loro sfera privata.
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Dettaglio news
venerdì 17 novembre 2017

Uso dei dati genetici e pericoli per la privacy

Il trattamento dei dati genetici presenta enormi rischi per la riservatezza di coloro a cui gli stessi si riferiscono, che vengono addirittura acuiti nel mondo della rete in considerazione della difficoltà di trovare tutele adeguate al continuo progresso delle nuove tecnologie digitali.
Sulla scorta di queste premesse muove una recente intervista in cui Antonello Soro, Presidente dell’Autorità Garante per la protezione dei dati personali, ha inteso mettere in guardia da chi voglia mettere sul mercato prodotti e servizi che siano parametrati sulle informazioni biologiche degli interessati.
Infatti, la possibilità di produrre farmaci capaci di sconfiggere le malattie personalizzando le cure porta, inevitabilmente, a trovare una fonte di profitto nelle ricerche sul materiale genetico delle persone.
La particolare delicatezza dei dati biologici mostra, poi, tutta la sua fragilità nel contesto digitale che, per la sua predisposizione a continue e rapide trasformazioni, non rende agevole alla normativa di settore, che non può certo mutare con la stessa velocità, di adeguarsi.
Ciò anche in ragione della circostanza che le società che effettuano i trattamenti in parola, muovendo nel mondo della rete, spesso hanno sede fuori dall’Unione europea, rendendo inoperante la disciplina comunitaria.
Con un esempio chiarificatore, Soro ha voluto ricordare, tra l‘altro, come sia semplice reperire in internet kit per il test del DNA che, oltre ad essere poco affidabili, finiscono con l’esporre le informazioni genetiche degli interessati ad usi incontrollati.
Peraltro, nelle idee del Presidente dell’Autorità Garante - con una riflessione certamente condivisibile - la vera ricchezza dell’economia digitale sta nella possibilità di allargare oltremodo il potere di profilazione.
Ciò con la conseguenza che il rischio per la privacy degli interessati aumenta laddove i colossi del digitale entrino in possesso di informazioni sul loro profilo genetico, sullo stato di salute, sulle caratteristiche biologiche o sulla predisposizione a sviluppare determinate malattie.
Con una considerazione di ordine generale si è, infatti, voluto rilevare come le informazioni sui dati biologici “potrebbero essere appetibili per le compagnie assicurative o per i datori di lavoro interessati a selezionare il proprio personale sulla base delle caratteristiche genetiche, o addirittura per le case farmaceutiche desiderose di testare nuovi farmaci su soggetti selezionati”.