News
13 luglio 2018
Il Garante per la protezione dei dati personali ha, da pochi giorni, presentato la Relazione sulle attività svolte nel corso del 2017 tracciando un bilancio di quanto si è fatto nei settori più delicati, anche con riferimento agli sforzi divulgativi con cui si è inteso accompagnare imprese e pubbliche amministrazioni attraverso le novità oggi introdotte dal Regolamento Ue 679/2016.
04 luglio 2018
Con recentissimo parere del 14 giugno u.s. il Garante ha confermato un provvedimento dell’amministrazione comunale della Città di Cosenza di diniego di un accesso civico, ciò nell’ambito di un procedimento relativo ad una richiesta di riesame del provvedimento stesso dinanzi al Responsabile della prevenzione della corruzione della Città di Cosenza.
22 giugno 2018
L’attività di ripresa di immagini effettuata attraverso dispositivi indossabili - c.d. “body cam” - presenta, per caratteristiche proprie, rischi specifici per i diritti e le libertà fondamentali degli interessati, richiedendo particolari cautele a protezione della loro sfera privata.
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Dettaglio news
venerdì 1 dicembre 2017

I chiarimenti del Garante sul SIC

Per la delicatezza dei dati trattati nell’ambito del SIC (Sistema di Informazioni Creditizie), tale da richiedere particolari cautele in vista di non pregiudicare il diritto alla privacy degli interessati, il Garante ha inteso chiarire il senso di alcuni istituti presenti nel Codice di deontologia e buona condotta di settore.
Con un breve inciso, bisogna ricordare come siano molti i pericoli per la riservatezza sottesi ai flussi di dati che confluiscono nelle liste profilate volte a segnalare morosità o ritardi nei pagamenti, tanto da aver spinto il Garante ad adottare un “Codice di deontologia e buona condotta per i sistemi informativi gestiti da soggetti privati in tema di credito al consumo, affidabilità e puntualità nei pagamenti”.  
Tale testo - a mente di quanto ivi disciplinato all’art. 13, co. 10 - è, peraltro, suscettibile di un periodico riesame in ragione dell’esperienza acquisita nel corso della sua applicazione o per i mutamenti che possono coinvolgere la materia a seguito del progresso tecnologico e di eventuali novità normative.
In tale contesto si inserisce un recente provvedimento del Garante, con cui si è voluto offrire agli operatori del settore un approfondimento interpretativo di quegli istituti del Codice in parola che hanno sollevato i maggiori dubbi applicativi.
Il primo chiarimento, muovendo nel solco degli orientamenti della più recente giurisprudenza sia di merito che di legittima, verte sulla circostanza che gli istituti di credito e gli operatori finanziari non bancari hanno l’obbligo di inviare il preavviso di imminente registrazione nei SIC ai soggetti che siano in ritardo nei pagamenti delle rate di un contratto di finanziamento o di un mutuo.
Il preavviso rappresenta, peraltro, un atto recettizio ai sensi degli artt. 1334 e 1335 c.c., con la conseguenza che, per la legittimità della segnalazione nei SIC, i titolari del trattamento (cioè gli operatori bancari e finanziari) debbano essere in grado di dimostrare la sua effettiva ricezione da parte del destinatario.
Ulteriore argomento toccato dal Garante ha riguardato i tempi di conservazione dei dati, risolvendosi nella precisazione che, fermo restando il termine ordinario di 36 mesi dalla scadenza contrattuale o dalla cessazione del contratto, negli altri specifici casi previsti dal Codice, pur se più lungo, non possa mai superare i 5 anni dalla data di scadenza del rapporto.
Ciò, con il dichiarato obbiettivo “di non rendere aleatorio e indefinito il termine finale di conservazione dei dati”.
Da ultimo il provvedimento in parola è intervenuto in tema di informativa personalizzata SECCI, documento con tutte le informazioni su condizioni economiche e caratteristiche del finanziamento che il finanziatore deve fornire al cliente prima che questi sia vincolato da un contratto.
Sul punto, il Garante ha voluto precisare come, trovandosi nella fase propedeutica alla formulazione di una richiesta di finanziamento, nella predisposizione di tale informativa si debba tener conto esclusivamente delle informazioni eventualmente rese, direttamente e spontaneamente, dal consumatore senza possibilità, in questa fase, di accedere ai sistemi di informazioni creditizie.