News
06 settembre 2010
Il richiamo, operato da una parte processuale, al doveroso rispetto del diritto alla privacy non può legittimare la violazione del diritto di difesa sancito all’art. 24 della Costituzione. Tale diritto, infatti, inviolabile in ogni stato e grado del giudizio, non può incontrare, nel suo esercizio, ostacoli ed impedimenti nell’accertamento della verità dei fatti a fronte di gravi addebiti suscettibili di determinare la perdita di altri diritti fondamentali, quali il diritto al posto di lavoro.
03 settembre 2010
Il Garante ha, di recente, espresso parere favorevole sullo schema di un decreto interministeriale recante l'individuazione delle modalità tecniche ed operative per la comunicazione a terzi, da parte del vettore aereo, delle informazioni relative alle persone trasportate, ma ha specificato che il sistema di trasmissione dei dati deve essere in grado di prevedere ed assicurare idonee misure di sicurezza.
01 settembre 2010
Il datore di lavoro può controllare l’effettivo adempimento dell’attività lavorativa dei propri dipendenti e, se necessario, verificare il corretto utilizzo degli strumenti di lavoro agli stessi dati in dotazione ma, nell’esercizio di tale prerogativa, deve rispettare, con specifico riferimento alla disciplina in materia di protezione dei dati personali, i principi di correttezza, pertinenza e non eccedenza di cui all’art. 11, comma 1, del Codice della privacy.
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Dettaglio news
venerdì 5 marzo 2010

Privacy: un nuovo modello di sicurezza

La richiesta di un nuovo modello di sicurezza è giunta dalla società consortile “Il Tarì” che ha sottoposto in via preliminare al Garante della protezione dei dati personali la conformità dell’utilizzo di un sistema multimediale di sicurezza rivolto principalmente ai dipendenti delle imprese consorziate e basato sul riscontro delle impronte digitali registrate su una smart card dotata anche di Rfid.
L’esigenza della società, che si occupa della realizzazione e gestione di centri attrezzati per la lavorazione, produzione, distribuzione e commercio all'ingrosso di preziosi ed affini, è quella di garantire una maggior sicurezza per il “Centro orafo Il Tarì” ubicato in una frazione isolata del Comune di Marcianise (CE) ed esposto a possibili furti, rapine ed estorsioni anche a causa della forte presenza di criminalità in zona. Il tutto complicato dall'estensione del complesso (pari a mq. 130.000) che rende particolarmente problematica la gestione ed il controllo di tutte le sue aree.
Il progetto sottoposto a verifica preliminare del Garante, ai sensi dell’art. 17, 2° comma del codice della Privacy (D.Lgs. 196/2003), prevede per l'accesso alla struttura un sistema di doppie porte automatiche e l'utilizzo di una smart card dotata di Rfid, in esclusiva disponibilità di dipendenti e fornitori, in cui viene inserito un codice alfanumerico ricavato dall'impronta digitale. In prossimità della prima porta, un sistema a radiofrequenza (Rfid) "legge" la smart card e verifica le credenziali d'accesso ed il codice ricavato dall'impronta. Superata la prima porta, un lettore biometrico accerta la corrispondenza tra l'impronta di chi sta entrando ed il codice registrato. Quanto alla tutela della riservatezza,  agli interessati del trattamento viene fornita idonea informativa ex art. 13 del Codice della Privacy contenente tra l'altro la chiara indicazione di modalità alternative di accesso al Centro per coloro che non intendano o possano usufruire di tale modalità d'accesso basata sulla rilevazione biometrica ed inoltre l’indicazione che i dati memorizzati sulla card – accessibili esclusivamente al personale preposto al rispetto delle misure di sicurezza all’interno della società – sono conservati dal sistema di controllo per sette giorni trascorsi i quali questi vengono cancellati automaticamente.
Sulla base di quanto precede, l'Autorità ha ritenuto proporzionato e conforme alla disciplina privacy il sistema proposto, anche tenendo conto degli effettivi e concreti problemi di sicurezza del complesso orafo. Ha tuttavia prescritto all'azienda una serie di obblighi che dovranno sempre essere osservati e tra i quali figurano quello di non utilizzare il sistema per finalità diverse (come, ad esempio, per controllare l'orario di lavoro dei dipendenti) e di fornire agli interessati l'informativa in cui vengano chiarite le modalità alternative di accesso al centro per chi non possa o non intenda usufruire del sistema. Dovranno essere, infine, predisposte dalla società misure idonee per inibire tempestivamente l'uso delle smart card in caso di smarrimento o furto e dovrà essere notificato al Garante il trattamento dei dati biometrici prima che esso abbia inizio.